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Mercoledì 17 giugno 2020 – Diventare Grandi risponde …

Mercoledì 17 giugno 2020 –  Diventare Grandi risponde …

Buongiorno,
ho un bambino di cinque anni, frequenta il secondo anno della scuola dell’infanzia. Con il lockdown è rimasto a casa la maggior parte del tempo con me, il padre ha continuato a lavorare. A mano a mano che il tempo passava ha iniziato a fare cose che non faceva più da tempo, come non volere vestirsi da solo, non voler andare in bagno da solo, volere di nuovo il biberon. Io all’inizio l’ho assecondato ma ora mi sembra davvero troppo. Mi dice che se non lo imbocco non mangia più. Mi viene da piangere, cosa ho sbagliato?
Una mamma triste

Risponde Paola Cosolo Marangon, consulente pedagogica 

Cara signora,
prima di tutto togliamo quel triste dalla sua firma. Se lei si percepisce triste il suo bambino non può essere aiutato a riprendere tutte le sue autonomie. Le situazioni che mi sta raccontando sono comuni a più persone, i bambini con la forzatura a rimanere tra le mura domestiche hanno perso il senso delle cose, si sono percepiti piccoli perché si è ricreato esattamente quello che accadeva quando erano veramente più piccoli. Più che pensare di aver sbagliato (chi di noi non sbaglia?) sarebbe opportuno prendere in mano la situazione con fermezza, con il desiderio di ripristinare alcune abilità.
Con calma e dolcezza – le urla o il nervosismo spostano l’obiettivo molto lontano – proviamo a mettere nuovamente quelle regolette basilari che avevamo prima del lockdown. Ad esempio alzarsi la mattina e vestirsi assieme, la mamma (o il papà) va nella cameretta del bambino e si veste mentre chiede al bambino di farlo anche lui da solo. A fronte del rifiuto si insiste dando fiducia e non mollando alle prime proteste.
Stessa cosa per il cibo, non cedere a ricatti di tipo affettivo ma ricordare i precedenti positivi, tu lo sai fare, dunque fallo. Sta tutto nella fermezza del genitore e nella capacità di non cedere, la posta in palio è alta, ripristinare una corretta modalità di stare al mondo. I bambini hanno bisogno di riprendersi queste autonomie e noi adulti li possiamo aiutare solo se ne siamo pienamente convinti. Naturalmente la pratica deve essere svolta da tutte le persone che hanno il compito di accudire il bambino: mamma, papà, nonni, tata.
Buon lavoro dunque!